20091005

Un Natal al lagh - (Un Natale al lago)

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gennaio 2006 - lungolago di Como


Nanca ona stèlla stanòtt
riflessa sul lagh incantaa;
in di strad la gent quattada su,
la va incontra al frègg,

la cammina vers la gesètta
con sorris e scarp noeuv
e la lassa pedan sul mantèll bianch
ch’el quatta el paes.

El vosà di campan a fèsta
par ch’el rebatta indree su l’acqua
per digh a tucc ch’è nassuu
el Re di re.

Ma da ona barca revoltada
venn foeura on òmm malandaa,
cont ona faccia che l’ha mai cognossuu
legrìa e amor.

Barba longa, scarp ròtt,
el va incontra a quella gent,
el slonga timid ona man
per cercà on quaj danee.

Da quei pellizz che pensen domà a lor
ven foeura, però, né carità né amor,
e col magon l’òmm el tòrna a la barca,
tècc per la nòtt.

Decidi inscì de portal a ca’,
ghe doo amor, vestii e de mangià,
come hann faa i pastor de Betlemm
ormai dòmila ann fà.

Soddisfaa, col sorris, el me saluda,
per tornà a la soa barca
indoe, stanòtt,
s’è fermaa la Comètta.

da Renato Baroni - Bovisio Masciago (MB)


versione in lingua italiana:

Un Natale al lago

Nessuna stella questa notte
riflessa sul magico lago;
nelle strade la gente intabarrata,
affrontando il gelo,

muove verso la chiesetta
con sorrisi e scarpe nuove
lasciando orme sul soffice manto
che copre il paese.

Il vociare delle campane a festa
sembra rimbalzi sull’acqua
per annunciare a tutti la nascita
del Re dei re.

Ma da una barca rovesciata
esce un uomo malandato,
con un viso che non ha mai conosciuto
gioia e amore.

Barba incolta, scarpe rotte,
va incontro a quella gente
ed allungando timido una mano
chiede qualche soldo.

Da quelle calde e ipocrite pellicce
non escono, però, né carità né amore,
e sconsolato l’uomo torna alla barca,
tetto per la notte.

Decido così di portarlo a casa,
gli offro amore, vestiti e cibo,
come fecero i pastori di Betlemme
ormai due millenni fa.

Soddisfatto, col sorriso, mi saluta,
per far ritorno alla sua barca
sulla quale, questa notte,
si è fermata la Cometa.

da Renato Baroni - Bovisio Masciago (MB)
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20091002

Una magìa di Natale

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Dall'antica chiesetta
del Sasso di Preguda
discende una brezza
d'angeli sospinta
e plasma all'istante
la nebbia opalina
che il Lario accarezza
in magico presepe,
placide le onde ninnano
del bambinel la cuna
tra serti d'agrifoglio
posti costì dal vento
per onorar l'evento,
s'inchinan riverenti
lungo le sponde invece
dei salici piangenti,
di fervide preghiere
lieve è il sussurro
del fiume che scorre
verso foci lontane,
or la vision svanisce
torna l'azzurro
e festoso al cielo sale
il suon delle campane:
è l'alba di Natale.

da Piero Pizzi - (Lecco)
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Notte di Natale

. neve sul lungolago di Como


È una notte fredda,
quieta, silente
di un nuovo Natale,
che lento ha steso,
lievissimo e frale,
un velo di neve
sui rami e sui tetti
e tutti, tutti,
anche nelle contrade
più tristi, infide,
più dolenti, angosciate,
più miserabili
malfamate e guaste
della Terra
pensano al Cristo
che oggi è rinato.
Per una notte
per un giorno
si illudono
che tutto domani
sarà differente
luminoso, pulito
bello, garbato
sereno, pacato,
si sono illusi
che il destino
di ognuno di loro
riserverà momenti
d’una pace nuova
d’amore fin nei recessi
più oscuri e derelitti
di questo Mondo.
Ben venga, ben venga,
anche solo per stanotte,
il Cristo Signore,
ben venga a portare sollievo
almeno nella notte santa
perché domani, alla luce del giorno,
questo nostro pianeta
per sua innata nature
sarà di nuovo
ammorbato, avvelenato
da torpidi ignavi
da ladrocinii continui
da violentatori perversi
da ipocriti sorrisi
da brutali violenze.
da guerre insanabili.
Ma, almeno stanotte,
ben venga tra noi
il Cristo Signore
con la sua pace,
che tutto pervade,
portando il sereno
su questa mia terra,
sul lago che dorme
come in una culla
tra i monti nell’ombra.

da Emilio Montorfano - (Milano)
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20090929

Davanti al Presepe di Lenno

. fotografia di Rosa Maria Corti - scattata nel battistero mediovale di Lenno (CO), in occasione dell'annuale mostra del presepe.


Incontrarsi, incantarsi
davanti ad una culla
sotto ghirlande di stelle.

Si riaccende la speranza
in questa magica notte,
brilla il lago di nuova luce.

Si tessono cammini di pace,
fra bagliori di ghiaccio fiorisce
una rosa color dell’aurora.

Ora so:
domani avrò ancora cuore
per cantare gioiosa l’amore.

da Rosa Maria Corti - (Lenno - CO)
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La settima ora

. Neve in piazza Duomo - 2008


Quest’estate guardavo
i fiori sui declivi,
giocavo coi soffioni
e allora i miei pensieri
erano come insetti,
che, corolla in corolla,
cercavano il nettare
dei ricordi più cari.
Stanotte quel salice
piange la primavera,
le rose aulenti
sono secche e cadenti.

Ora cade la neve
in fiocchi verginali
e rami e fili d’erba
han merletti di brina
e sussurra il torrente,
che va a morir nel lago
tra le sponde imbiancate.
In un chiaro lucore,
sembra che tutto dorma,
che non ci sia più vita.
Poi, ecco, le campane
suonano tutte in coro,
ora è la mezzanotte,
il Natale del Cristo,
il ricordo glorioso
di quel tempo lontano,
di quell’ora settima
della notte romana,
che ha segnato l’inizio
per tutti d’una vita
diversa sulla Terra.
Ora i fiori di brina
son schegge di diamanti
e un’aria nuova vibra,
mentre s’accende il ciocco,
ch’è simbolo del Dio,
che governa il destino,
bruciando lentamente
fino all’Epifania.


da Emilio Montorfano - (Milano)

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20090914

Betlemme...anche sul Lario

"Un tempo è venuto, altri sono passati
- ed i figli hanno seguito le orme dei padri -
ma la strada per Betlemme, è rimasta la stessa."
-(Jostein Gaarder - "Il viaggio di Elisabeth")-

fotografia: Felice de Paoli - (Como Piazza Duomo, Natale 2004)




Clessidra di sabbie senza tempo,
fulcro di luce, zenit e meridiana,
bussola eterna all’umano divenire:
alla culla di Betlemme nuovamente
sostiamo inginocchiati, in silenzio.

Oggi - come allora - l’annuncio risuona.

Assorti, tra le mani giunte e stanche
stringiamo ricordi di anni, di volti, d’affetti:
l’amore ricevuto permane alle radici del cuore
e perpetuamente rinasce, sboccia, risplende
nella speranza dell’evocata attesa.

La cometa si sofferma - più forte riluce.

Il dono sempre vivo, eterno si rinnova:
brilla in calore ed in luce interiore, vibra
si diffonde e s’espande, si fa intensa gioia.
Accolto in fasce, tenerezza ed amore,
qui come a Betlemme, oggi E’ NATALE.

Il cammino di vita, ricomincia da qui.


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© Luciana
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